Adolescenti. Per il 68% dei genitori Usa è importante che i figli parlino in privato con gli operatori sanitari, ma solo il 35% li lascia soli

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Un’indagine condotta dall’ospedale pediatrico del Michigan Mott Children’s Hospital tra oltre 1.000 genitori di ragazzi di 13-17 anni ha indagato il loro comportamento durante le visite mediche al figlio. Le linee guida sulla visita dell’adolescente dicono che trovarsi soli con gli operatori sanitari potrebbe essere importante per gli adolescenti, per sentirsi più a proprio agio, migliorare le loro conoscenze sulla propria salute e storia clinica, dar loro l’opportunità di segnalare il proprio stato di salute e sintomi. Eppure, anche se anche i genitori lo ritengono importante, in Usa solo una piccola quota di ragazzi viene lasciato solo durante le visite mediche; il 91% dei genitori ha riferito di aver partecipato alla visita insieme al figlio e solo il 35% afferma che il medico ha parlato in privato con il figlio, senza la presenza del genitore.

I motivi per cui non è stato possibile avere un colloquio privato includono: il medico non lo ha offerto (62%), l’adolescente non si sentiva a suo agio a parlare in privato con il medico (26%), il genitore non si sentiva a suo agio all’idea che il figlio parlasse in privato con il medico (11%) e l’incertezza (14%). Sebbene il 68% dei genitori concordi sull’importanza che gli operatori sanitari parlino in privato con gli adolescenti durante le visite mediche, restano alte le preoccupazioni dei genitori in merito soprattutto a che l’adolescente riceva consigli o trattamenti non approvati dai genitori (39%); quasi tutti i genitori (92%) ritengono di avere il diritto di consultare tutta la documentazione medica del proprio figlio fino al compimento dei 18 anni.

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