Nel corso del 2025, il 23,87% delle persone che si sono rivolte ai Servizi per le Dipendenze (SerD) lo ha fatto per problematiche legate all’alcol, con una distribuzione pari a 70% uomini e 29% donne. Di questi, il 2,5% ha un’età compresa tra i 14 e i 25 anni. Sempre più spesso, il primo approccio avviene in età precoce e con modalità rischiose, come il binge drinking o abbuffata.
I numeri a livello nazionale parlando di 1,26 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni che consumano alcol con modalità a rischio, di cui oltre 600 mila minorenni. Preoccupa molto l’abbassamento dell’età del primo consumo e l’aumento tra le ragazze. Tra il primo contatto con l’alcol, lo sviluppo di una dipendenza e la richiesta di aiuto possono trascorrere anche dieci anni, motivo per cui quando si parla di alcol e giovani, è importante considerare che si tratta di un fenomeno sommerso.
Secondo le linee guida internazionali i minori dovrebbero astenersi completamente dal consumo di alcol. Il sistema enzimatico epatico matura intorno ai 18 anni e, prima di questa età, l’organismo non è in grado di metabolizzare correttamente l’alcol, esponendo i giovani al rischio di intossicazione acuta e coma etilico. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di vulnerabilità: tra gli 11 e i 24 anni il cervello è ancora in fase di sviluppo e il consumo di alcol, soprattutto in modalità binge drinking, può compromettere la memoria, i processi cognitivi e lo sviluppo emotivo e comportamentale.
Secondo i dati dell’OMS, un quarto dei decessi tra i 20 e i 24 anni è attribuibile all’alcol, spesso in relazione a incidenti stradali, atti di autolesionismo e violenza interpersonale. La prevenzione riveste un ruolo fondamentale.
I SerD della ASL Roma 4 sono da tempo impegnati in modo attivo in iniziative di prevenzione, con particolare attenzione ai più giovani. Attraverso programmi mirati nelle scuole (Unplugged, Peer education, PCTO, Rete senza fili), attività di sensibilizzazione e l’utilizzo di strumenti innovativi, come i visori immersivi che simulano gli effetti dell’alcol, si punta a rafforzare la consapevolezza dei rischi e a promuovere comportamenti più responsabili.
Anche la famiglia deve fare la sua parte attivando dialogo ed esempio degli adulti per guidare i ragazzi verso scelte più sane. L’adolescenza è una età in cui la sperimentazione fa parte dell’apprendimento: è importante che i genitori mantengano un atteggiamento equilibrato evitando di demonizzare i comportamenti “esplorativi” dei figli, ma al contempo evitando di sottovalutarli o condividerli. Investire in informazione, educazione e prevenzione resta essenziale per contrastare un fenomeno in crescita e tutelare la salute delle nuove generazioni.
