Spunti di grande interesse sono emersi dall’evento “Sostenibilità e Pattern Alimentari: Quali orizzonti?”, tenutosi a Roma a maggio 2025. L’approccio One Health, promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pone la sostenibilità alimentare come obiettivo primario per affrontare le attuali sfide ambientali, economiche e sociali, puntando a salvaguardare salute umana e animale, impronta ecologica, adeguatezza nutrizionale, biodiversità alimentare, elementi di specificità socio-culturali territoriali. La dieta occidentale (Western diet, WD), ricca di grassi saturi, zuccheri semplici e alimenti ultraprocessati, è associata a disfunzioni metaboliche quali insulino-resistenza, dislipidemia e infiammazione cronica. Al contrario, la dieta mediterranea (Mediterranean diet, MD), caratterizzata da un elevato apporto di fibre, grassi insaturi e polifenoli, promuove un miglioramento della sensibilità insulinica, del profilo lipidico, del microbiota intestinale e dei marcatori dell’infiammazione, preservando la salute cardiovascolare e prevenendo le malattie croniche non trasmissibili. Inoltre, il tipo di alimentazione incide sull’ambiente condizionando emissioni di gas serra, consumo di risorse naturali, biodiversità, inquinamento, produzione di scarti. L’agricoltura intensiva, la produzione di carne su larga scala, l’eccessivo sfruttamento del suolo e l’uso massivo di fertilizzanti e pesticidi chimici contribuiscono in maniera significativa alle emissioni di gas serra, all’inquinamento delle acque e alla deforestazione. Si stima che il sistema alimentare globale sia responsabile di circa il 25-30% delle emissioni di gas serra, con la produzione di carne rossa in testa alla classifica per impronta carbonica e idrica. Adottare una dieta sostenibile non è solo una scelta etica, ma una necessità collettiva per garantire la resilienza degli ecosistemi e il benessere delle generazioni future. Sono considerate diete sostenibili quei modelli alimentari che integrano obiettivi nutrizionali, ambientali e socio-economici, contribuendo alla salute umana e alla conservazione delle risorse del Pianeta. Tali regimi alimentari agiscono su diversi livelli: dalla modulazione dei marcatori metabolici alla riduzione del rischio di patologie cronico-degenerative, fino all’impatto positivo su biodiversità, uso del suolo e emissioni di gas serra. Le diete plant-based, a basso impatto ambientale e ricche di nutrienti protettivi, hanno effetti trasversali sulla salute pubblica e sugli ecosistemi, rappresentando una strategia chiave per affrontare le sfide globali connesse alla transizione ecologica, alla sicurezza alimentare e alla prevenzione sanitaria.
