Articolo sulla Rivista scientifica Lancet: “Gaza tradita dal silenzio e dall’impunità”

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The Lancet pubblica un articolo sulla tragedia umanitaria a Gaza: “Gaza tradita dal silenzio e dall’impunità”.
La Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare segnala che l’intera popolazione di Gaza sta affrontando inauditi livelli di insicurezza alimentare acuta. Tutta la popolazione affronta la fame, per il blocco all’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia e la distruzione, da parte delle intense e incessanti operazioni militari, della maggior parte dei sistemi agricoli, ittici e alimentari. Le quantità di cibo finora lasciate sono del tutto inadeguate. L’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura stima che, dal blocco degli aiuti umanitari, l’apporto calorico medio pro capite al giorno a Gaza sia crollato al 67% del minimo necessario per la sopravvivenza. Oltre alla fame, gli attacchi alle strutture e agli operatori sanitari sono stati devastanti: Gaza ha registrato di gran lunga il maggior numero di attacchi all’assistenza sanitaria di qualsiasi altro Paese in conflitto. Molti ospedali sono stati bombardati o distrutti. L’assistenza specialistica è quasi inesistente. L’European Gaza Hospital, l’unica struttura in grado di effettuare interventi chirurgici oncologici, non è più in funzione. Il sistema sanitario, già moribondo, è stato ulteriormente indebolito dal blocco degli aiuti e dall’inaccettabile uccisione di oltre 1.400 operatori sanitari. Medical Aid for Palestinians, un’organizzazione benefica con sede nel Regno Unito, ha dichiarato che “il sistema sanitario di Gaza viene sistematicamente smantellato, rendendo impossibile sostenere la vita dei Palestinesi a Gaza”. Il governo israeliano ha anche preso di mira le infrastrutture civili necessarie alla sopravvivenza dei Palestinesi, con l’89% dei sistemi idrici e igienico-sanitari e il 92% delle abitazioni distrutti o danneggiati. Con zone militari interdette che ora coprono il 70% di Gaza e lo sfollamento di circa il 90% della popolazione in spazi abitativi sovraffollati e in condizioni disumane con scarso accesso ad acqua pulita e servizi igienici, le malattie infettive proliferano. Una lettera dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi denuncia che i casi di diarrea acquosa acuta sono aumentati di 36 volte, mentre la sindrome da ittero acuto (indicativa dell’epatite A) è aumentata di 384 volte. I palestinesi sono costretti a vivere dove le malattie. Ogni giorno, in media, 35 bambini vengono uccisi a Gaza. Migliaia di bambini sono colpiti da ferite da arma da fuoco. La malnutrizione cronica inficia la salute futura di quanti sopravvivono. Gaza ospita anche la più grande coorte di bambini amputati nella storia moderna. Oltre alle lesioni fisiche, il trauma psicologico di vedere le proprie case distrutte e le proprie famiglie uccise lascerà cicatrici permanenti. L’eredità di tale distruzione si farà sentire per le generazioni a venire. Il governo israeliano ha agito impunemente. I Medici in missione affermano di aver assistito a “molti esempi di chiari crimini di guerra”. Ma nonostante le ripetute dichiarazioni di Medici ed esperti di sanità pubblica sulle atrocità commesse contro la popolazione civile a Gaza, molte accademie mediche e organizzazioni di professionisti sanitari che si dichiarano impegnati per la giustizia sociale non hanno parlato. Il loro silenzio è moralmente inaccettabile. L’indifferenza ha regnato anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonostante le ripetute informazioni presentate su “morte, ferite, distruzione, fame, malattie, torture, altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, ripetuti sfollamenti su larga scala” a Gaza. “Agirete con decisione per prevenire il genocidio e garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario? La comunità internazionale deve agire sulla base di prove ormai inconfutabili per proteggere la salute del popolo palestinese”, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Tom Fletcher, Capo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite. Inascoltato.

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