Brusco peggioramento della salute dei bambini e adolescenti in Occidente a seguito della pandemia da COVID-19

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Secondo l’analisi pubblicata dall’UNICEF/Innocenti – Global Office of Research and Foresight, nel periodo dall’inizio della pandemia da COVID-19, i bambini e gli adolescenti in 43 Paesi dell’OCSE e dell’UE hanno registrato un netto calo del rendimento scolastico, in particolare per quanto riguarda abilità fondamentali come la lettura e la matematica, del benessere mentale e della salute fisica. In 43 Paesi si stima che circa 8 milioni di quindicenni – circa la metà del gruppo di età – non siano alfabetizzati. Questo rappresenta un aumento del 4% rispetto al 2018, con le percentuali più alte in Bulgaria, Colombia, Costa Rica, Cipro e Messico. Sulla salute mentale, la soddisfazione della vita è diminuita in 14 su 32 Paesi con dati disponibili: il Giappone è stato l’unico Paese a registrare un miglioramento in quest’area. I livelli di sovrappeso sono aumentati in 14 dei 43 Paesi. L’Italia occupa il 9° posto su 36 Paesi nella graduatoria generale del benessere dell’infanzia, l’8° su salute mentale, il 16° (su 41 paesi) su salute fisica e il 23° (su 41) sulle competenze. Ha il 6° tasso più basso di suicidi adolescenziali su 42 Paesi e il 9° tasso più basso di mortalità dei bambini su 43 Paesi. Tra i 15enni, la soddisfazione della vita è leggermente calata, dal 76% al 73%. Il 43% dei quindicenni italiani non possiede le competenze scolastiche di base in lettura o matematica. Una nota positiva è che l’Italia (insieme al Portogallo) è tra gli unici due Paesi in cui è calato il sovrappeso: dal 29,6% al 27,3%, collocandosi al 22° posto. Il rapporto invita i Governi e le parti interessate ad agire per affrontare il declino del benessere dei bambini e adolescenti, tra cui: 1. Sostenere lo sviluppo delle competenze, numeriche, alfabetiche e digitali, sociali ed emotive. 2. Migliorare la salute mentale attraverso la promozione e la prevenzione, fornendo servizi specializzati e affrontando la violenza e il bullismo, sia online che offline. 3. Migliorare la salute fisica garantendo ai bambini la disponibilità di cibo nutriente e limitando il marketing e la promozione di alimenti non salutari. 4. Coinvolgere i bambini per comprendere meglio le loro esperienze e i loro punti di vista e lavorare con loro per trovare soluzioni che promuovano il loro benessere. “L’entità delle sfide che i bambini stanno affrontando ci impone un approccio coerente, olistico e completo all’infanzia, che affronti i loro bisogni in ogni fase della vita”, conclude l’UNICEF. 

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