La carota che consumiamo è la radice di una pianta erbacea della famiglia delle Apiaceae, come il sedano o il prezzemolo. Le prime carote coltivate in Asia circa 5.000 anni fa erano bianche o viola scuro. La classica versione arancione fu selezionata solo nel XVII secolo dagli agricoltori olandesi in onore di Guglielmo d’Orange.
È un ortaggio pregevole per molti motivi: poco calorico, ricco di acqua, fibre, beta-carotene che protegge occhi, cute e mucose, sistema immunitario, altri antiossidanti, vitamine, minerali. Fanno bene sia crude che cotte e condite con olio o burro per rendere il betacarotene più biodisponibile. Mangiarne troppe fa colorare la pelle transitoriamente di giallo-arancione. Nella tradizione sono considerate simbolo di fertilità.
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