La partecipazione continuativa ad attività sportive organizzate durante l’infanzia è associata a una significativa riduzione dei comportamenti oppositivo-provocatori nella prima adolescenza, in particolare tra i ragazzi. A indicarlo uno studio italo-canadese che ha utilizzato i i dati del Quebec Longitudinal Study of Child Development, una coorte di popolazione nata nel 1997/1998. La ricerca, coordinata dall’Institut de la statistique du Québec, ha analizzato 1.492 bambini e bambine che avevano praticato sport tra i 6 e i 10 anni di età. Successivamente, all’età di 10 e 12 anni i partecipanti hanno auto-riferito i propri sintomi di comportamento oppositivo-provocatorio. I risultati suggeriscono che le attività sportive strutturate possono promuovere la resilienza comportamentale: lo sport fornisce un ambiente supervisionato e socialmente stimolante che può favorire nei ragazzi l’interiorizzazione di norme comportamentali adattive e capacità di autoregolazione, cooperazione e rispetto delle regole.
