La Sima patrocina con convinzione il concorso artistico-letterario per bambini e ragazzi sulla salute “Con Ali Di Carta” sin dalla prima edizione perché crede fermamente che la possibilità di esprimere artisticamente un’emozione o un vissuto traumatico possa avere effetti terapeutici, per diversi motivi neurobiologici e psicologici.
Dal punto di vista neurobiologico, le attività creative coinvolgono reti cerebrali associate a regolazione emotiva, attenzione, integrazione tra emozioni e cognizione, risposta allo stress. Ciò ha importanti ricadute psicologiche nella elaborazione di un trauma. Creare un’opera consente, a livello inconscio, di trasformare un’esperienza traumatica in qualcosa di rappresentabile. Non sempre infatti riusciamo a livello razionale a dare forma concreta o narrazione coerente a ciò che ci è accaduto e che proviamo. Esprimere lucidamente le proprie emozioni può essere difficile quando vi si è completamente invischiati; il linguaggio dell’arte utilizza canali diversi, attingendo all’inconscio. L’arte permette in tal modo di esplorare l’esperienza grezza ed esprimere in maniera tangibile una sofferenza confusa e indefinita, resa caotica e dolorosa dal turbinio di emozioni che la permea.
Questa è la strada per consentire l’elaborazione emotiva delle esperienze traumatiche e dolorose, creando il necessario distacco e obiettività, come se l’elaborato artistico fosse una sorta di “spazio intermedio” tra il pensiero e la realtà, che rende più tollerabile il contatto con il dolore. Nel momento in cui abbiamo creato un’opera di fantasia, attingendo alle nostre emozioni più intime, la memoria traumatica viene finalmente espulsa fuori dal presente, dove continuava a incombere con ricordi e pensieri intrusivi di angoscia e paura: l’esperienza da “attuale” diventa “passata”. Inoltre, creare un’opera permette di recuperare senso di controllo sulla propria vita, in quanto implica inventare, immaginare, scegliere, modificare, decidere, costruire.
Queste azioni rafforzano il senso di essere soggetti attivi anziché semplici vittime degli eventi. Il passaggio da “subire” un evento a “rappresentarlo” è uno dei meccanismi fondamentali che spiegano il potenziale terapeutico della creatività. Grazie a queste dinamiche cognitive ed emotive, l’arte aiuta a inserire un dispiacere o un dolore nella storia più ampia della propria vita, donandogli significato, comprensione, perdono e producendo nuove prospettive.
