Oltre 14 milioni di persone tra le più vulnerabili al mondo, un terzo delle quali, oltre 4,5 milioni, bambini piccoli under 5 anni, potrebbero morire entro il 2030 per cause evitabili a causa dello smantellamento degli aiuti esteri statunitensi da parte dell’amministrazione Trump. Lo rivela uno studio su Lancet. L’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) aveva fornito oltre il 40% dei finanziamenti umanitari globali fino al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca a gennaio. I finanziamenti USAID hanno evitato 91 milioni di morti nei Paesi in via di sviluppo tra il 2001 e il 2021. Eppure, prima che i suoi finanziamenti venissero tagliati, USAID rappresentava solo lo 0,3% di tutta la spesa federale statunitense. I cittadini statunitensi contribuivano con appena circa 17 centesimi al giorno, circa 64 dollari all’anno, a salvare milioni di vite. Ora, i tagli annunciati dell’83% dei finanziamenti rischiano di interrompere bruscamente e persino di invertire due decenni di progressi in ambito sanitario tra le popolazioni vulnerabili. Dopo lo smantellamento di USAID, diversi altri importanti donatori nell’Unione Europea, tra cui Germania, Gran Bretagna e Francia, hanno seguito l’esempio annunciando piani per tagliare i loro budget per gli aiuti esteri.
