In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla del 15 marzo, si è ribadito che in Italia si stima che oltre 3 milioni di persone soffrano di disturbi del comportamento alimentare. Anoressia e bulimia colpiscono tra l’8% e il 10% delle ragazze e tra lo 0,5% e l’1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11 e i 15 anni e talvolta già tra gli 8 e i 9 anni.
Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), negli ultimi anni il numero dei disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani è cresciuto fino al 35%. Il quadro coinvolge non soltanto il rapporto con il cibo, ma anche aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi.
Tra i segnali che gli specialisti invitano a non sottovalutare figurano cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, aumento eccessivo dell’attività fisica, perdita o aumento significativo di peso, isolamento sociale e forte preoccupazione per il proprio corpo. Il fenomeno riguarda in modo particolare le adolescenti e le giovani donne.
Secondo la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPo), circa una donna su dieci tra i 15 e i 24 anni ha vissuto episodi riconducibili a disturbi del comportamento alimentare, con un rapporto di circa 9 a 1 rispetto agli uomini.
Sta emergendo anche l’ARFID (disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo), che riguarda tra il 5% e il 14% dei bambini, più frequentemente i maschi, e si manifesta soprattutto tra i 6 e i 10 anni. A differenza di altri disturbi alimentari, non è legato all’immagine corporea, ma all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, oppure alla paura di soffocare o vomitare.
