Disturbi alimentari, parte il primo monitoraggio epidemiologico nazionale dell’ISS

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Prende il via il primo sistema di monitoraggio epidemiologico permanente sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) in Italia, realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il progetto si chiama “Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: monitoraggio epidemiologico del fenomeno per l’intercettazione precoce e una presa in carico tempestiva”.

Il progetto si baserà su una piattaforma nazionale ISS già esistente e operativa (piattaformadisturbialimentari.iss.it). Il sistema prevede la registrazione di tutte le strutture pubbliche e private accreditate e l’analisi sistematica dei flussi informativi regionali relativi a ricoveri ordinari e in day hospital, prestazioni territoriali e ospedaliere, accessi al Pronto Soccorso, tasso di mortalità e casi di suicidio o tentato suicidio.

Oggi, nonostante in Italia oltre tre milioni di persone convivano con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, non esistono ancora dati nazionali consolidati. La piattaforma ISS offre già oggi una prima mappatura della rete assistenziale. A febbraio 2026 risultano censite 232 strutture su tutto il territorio nazionale: 176 centri di cura — di cui 141 afferenti al Servizio Sanitario Nazionale e 35 al privato accreditato convenzionato — e 56 associazioni. Le équipe coinvolte contano complessivamente oltre 2.000 professionisti, tra psicologi, medici, nutrizionisti, dietisti e altri specialisti.

I dati evidenziano tuttavia una distribuzione geografica disomogenea: dei 176 centri di cura, 85 si trovano al Nord, 36 al Centro e 55 tra Sud e Isole.

Migliorare la conoscenza epidemiologica del fenomeno, attraverso dati solidi e comparabili, rappresenta un passo necessario per rafforzare la prevenzione e le risposte alla richiesta di aiuto da parte di chi ne soffre. Vai all’articolo.