In Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi dell’alimentazione e il 30% riguarda minori di 14 anni, con un progressivo abbassamento dell’età di esordio fino agli 8-9 anni. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) richiama l’attenzione su segnali precoci nei bambini e sul ruolo del pediatra di famiglia per diagnosi e presa in carico multidisciplinare.
Cambiamenti improvvisi nel rapporto con il cibo, rifiuto improvviso di alcuni alimenti o una selezione alimentare più rigida, perdita o aumento di peso non coerenti con la traiettoria di crescita del bambino, isolamento durante i pasti, eventuali cambiamenti del tono dell’umore: sono alcuni dei segnali che possono indicare l’insorgenza di un disturbo alimentare, anche nei più piccoli.
Il pediatra ha una posizione privilegiata per intercettare questi segnali precocemente. Il rapporto con il cibo si costruisce già nei primi anni di vita: per questo i pediatri forniscono alcuni suggerimenti alle famiglie per la prevenzione, favorendo momenti di condivisione durante i pasti, evitando commenti sul peso o sull’aspetto fisico, ascoltando eventuali difficoltà o cambiamenti emotivi dei figli, e non utilizzando il cibo come premio o come strumento di consolazione, perché può favorire nel tempo un rapporto disfunzionale con l’alimentazione.
