Due percorsi diversi portano ai pensieri suicidi nei giovani, ma i segnali precoci vengono spesso ignorati

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Una ricerca canadese ha seguito per oltre due decenni 1.600 bambini del Quebec, monitorandoli fino all’età adulta (Quebec Longitudinal Study of Child Development). I risultati, pubblicati sulla rivista JAMA Psychiatry, indicano due traiettorie mentali distinte tra i giovani che hanno sviluppato ideazione suicidaria: il 7% ha iniziato a manifestarla tra i 12 e i 13 anni, mentre un altro 5% ha riportato per la prima volta pensieri suicidi tra i 20 e i 25 anni. Nel primo gruppo – i cosiddetti casi a insorgenza precoce – i ricercatori hanno osservato sintomi mentali già in età infantile, spesso evidenti come comportamenti dirompenti, ma anche segnali più difficili da cogliere, come ansia e depressione. Invece i giovani adulti che hanno sviluppato pensieri suicidi dopo i 20 anni mostravano sintomi solo interni – come ansia o malinconia – emersi durante l’adolescenza, ma passati inosservati. Diventa quindi fondamentale il riconoscimento precoce dei segnali di rischio per interventi di sostegno, in particolare nell’ambito scolastico, prima che i pensieri suicidi si radichino.

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