E’ allarme infezioni sessualmente trasmesse in Italia

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Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) rappresentano un’emergenza di sanità pubblica: non solo per la ripresa in Europa e in Italia dei casi di gonorrea (nel 2023 notificati nell’area EU quasi 97mila casi rispetto ai circa 70mila dell’anno precedente), sifilide e clamidia, ma anche per patologie trasmesse sessualmente non convenzionali: Monkeypox; infezioni enteriche trasmesse per via sessuale oro-anale (Campylobacter, Salmonella, Shigella, Entamoeba histolytica, Epatite A); Epatite C a contagio per via sessuale in gruppi a rischio; forme atipiche come la Neisseria meningitidis urogenitale (infezione dell’uretra che può essere trasmessa attraverso il sesso orale) e la tinea genitalis.

In aumento anche la diffusione di anti-microbico-resistenza: per esempio, nei confronti del fungo Trichophyton indotineae, isolato per la prima volta in Asia e ormai diffuso a livello globale, resistente ai principali farmaci antifungini o a gonorrea e Mycoplasma genitalium.

Lancia l’allarme la Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (SIMaST), che mette in evidenza la necessità di sostenere un approccio multidisciplinare, sensibilizzare la cittadinanza alla prevenzione e facilitare gli accessi agli screening.

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