Effetti di sostanze psicoattive su adolescenti, superare la classificazione droghe leggere/pesanti

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Un team italiano guidato da Pietro Ferrara, del Policlinico Campus-Biomedico di Roma, ha pubblicato un editoriale su The Journal of Pediatrics in cui invita a ripensare alla distinzione tra droghe “leggere” e “pesanti”, alla luce degli effetti di sostanze psicoattive come alcool, nicotina e cannabis sul cervello degli adolescenti.

L’adolescenza è una fase di sviluppo caratterizzata da profondi cambiamenti neurobiologici, psicologici e comportamentali: un periodo di transizione, in cui il cervello subisce un esteso rimodellamento strutturale e funzionale, in particolare nelle regioni responsabili delle funzioni esecutive, del controllo degli impulsi e della sensibilità alla ricompensa. Questa fase costituisce una finestra critica di vulnerabilità, spesso accompagnata da una maggiore propensione al rischio e alla sperimentazione con sostanze psicoattive.

Tradizionalmente, sia il dibattito scientifico che la percezione comune hanno suddiviso le sostanze in droghe “leggere” e “pesanti”, una distinzione dettata più da norme socioculturali e legali che da prove farmacologiche. Le prospettive attuali, tuttavia, mettono in discussione la validità di questa dicotomia, soprattutto nel contesto dello sviluppo adolescenziale. Le sostanze comunemente considerate “leggere”, tra cui alcol, nicotina e cannabis, possono esercitare effetti biologici significativi sul cervello in via di sviluppo, con potenziali conseguenze a lungo termine che possono eguagliare o anche superare quelle associate alle droghe “pesanti”.

Ferrara, P; Zona, M; Pastore, M; Giardino, I; Cammisa, I; Serra, G; Corsello, G; Scaltrito, F; Vural, M; Pettoello-Mantovani, M. Biological Effects of Widely Consumed Psychoactive Substances in Adolescents: The Role of the Pediatrician in Prevention and Intervention. The Journal of Pediatrics (2026) – doi: 10.1016/j.jpeds.2026.115149

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