Uno studio osservazionale pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) rivela una correlazione significativa tra esperienze infantili avverse e una minore integrità della sostanza bianca del cervello negli adolescenti. La sostanza bianca è composta da fasci di fibre nervose che permettono la comunicazione tra le varie aree cerebrali: vere e proprie “autostrade” neuronali fondamentali per il pensiero, il linguaggio e il comportamento. Lo studio ha analizzato i dati provenienti da oltre 9.000 bambini con un’età media di 9,5 anni, raccolti nell’ambito dello studio Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD) finanziato dai National Institutes of Health (NIH) negli Stati Uniti. Le avversità infantili (rischi prenatali, relazioni tossiche, povertà e isolamento sociale) sono state messe in relazioni col cervello in adolescenza studiato con tecniche di neuroimaging, trovando che l’intero cervello risente delle avversità vissute nei primi anni di vita. Il sostegno del quartiere e della comunità può però agire come scudo protettivo verso l’integrità delle connessioni cerebrali.
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