Giubileo degli adolescenti: intervista alla Professoressa Gaudino

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In occasione del Giubileo degli adolescenti, Agensir, l’Agenzia dei Vescovi Italiani , ha rivolto un’importante intervista alla presidente della Società italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), professoressa Rossella Gaudino. In sintesi:

Perché è necessaria una Società italiana di medicina dell’adolescenza?
“Per specificità biologiche, sociali e assistenziali legate a questa fascia d’età, a lungo trascurate, che richiedono un approccio medico specializzato e sempre più formato verso problematiche che differiscono sia da quelle pediatriche sia da quelle adulte, esempio disturbi del comportamento alimentare, dipendenze, disagio psichico adolescenziale”.

Perché oggi essere adolescente sembra essere più complicato che per le generazioni precedenti?
“Sia per effetto di cambiamenti socio-culturali sia per l’impatto delle nuove tecnologie, che hanno generato nuove vulnerabilità”.

Gli adolescenti oggi devono affrontare le classiche sfide tipiche dell’età di transizione dall’infanzia all’età adulta o ce ne sono di nuove e inusuali?
“Attualmente, la durata del periodo di formazione e della dipendenza dalla famiglia si è notevolmente allungata, soprattutto in Italia (‘sindrome del ritardo’) con spostamento dell’adolescenza fino alla giovane età adulta (‘emerging adulthood’)”.

Secondo lei perché ansia e depressione, comportamenti autolesionistici e suicidari, isolamento e difficoltà relazionali, disturbi del sonno sono così in aumento tra gli adolescenti?
“Ci sono diversi fattori complessi. La pandemia da Covid-19 ha agito come un catalizzatore, poi le trasformazioni sociali, l’impatto della tecnologia, in un’età vulnerabile, in quanto, come diceva Jean Piaget, gli adolescenti abitano una casa in costruzione”.

In aumento sono anche episodi che vedono protagonisti negativi e violenti gli adolescenti. Che fare? “Serve un approccio integrato e precoce, che coinvolga famiglia, scuola e comunità”.

Come esperti della salute degli adolescenti, valutate la tecnologia e i social media più un’opportunità o un rischio per loro?
“I social offrono opportunità di connessione, espressione creativa e accesso a informazioni utili, favorendo un senso di appartenenza e comunità. Tuttavia, un uso eccessivo o non regolato può aumentare il rischio di ansia, depressione, disturbi del sonno, bassa autostima e dipendenza comportamentale, soprattutto nelle ragazze, con effetti negativi sullo sviluppo psichico e sociale. È cruciale promuoverne un uso consapevole e guidato, con limiti chiari e supporto educativo, per massimizzare i benefici e ridurre i danni alla salute mentale degli adolescenti. Il nostro congresso nazionale Sima che si terrà a Udine dal 25 al 27 settembre ha proprio come focus la salute mentale e le importanti connessioni tra mente e corpo per il benessere globale dei nostri giovani”.

Cosa potrebbero fare di più istituzioni, società, agenzie educative contro i comportamenti a rischio quali uso di sostanze, disturbi alimentari, dipendenze da gioco d’azzardo o dal digitale, sfide o “challenge” online pericolose?
“Servono alleanze e reti in ogni ambito, serve formazione e ricerca. Io ritengo fortemente che la chiave sia l’autostima. È stata condotta una recentissima e molto interessante revisione sistematica degli studi pubblicati nelle banche dati Web of Science, PsycInfo e Medline nell’ultimo decennio, con l’obiettivo di evidenziare la relazione tra autostima e comportamenti a rischio in individui di età compresa tra 12 e 18 anni. I risultati mostrano che l’autostima è correlata negativamente ai comportamenti a rischio. Questa revisione evidenzia l’importanza di attuare interventi educativi specifici per rafforzare l’autostima negli adolescenti”.

Il Giubileo 2025 è stato dedicato da Papa Francesco alla speranza: come aiutare i nostri adolescenti a ritrovare speranza nel futuro?
“Mi piace ricordare una delle frasi rivolte agli adolescenti da Papa Francesco: ‘I sogni sono importanti. Per favore, non perdere la capacità di sognare…’. Eppure, molti adolescenti, secondo studi recenti il 45% circa, mostrano incertezza e ansia riguardo al proprio futuro, con paure che possono rallentare lo sviluppo della loro identità e la capacità di progettare concretamente la propria vita. Dobbiamo impegnarci a responsabilizzarli, incoraggiarli, rinforzare la percezione positiva di sé, esprimersi e mettersi in gioco”.

Lei pensa che possiamo “scommettere” su questa generazione?
“Come mamma di due adolescenti (16 e 17 anni) e come medico, credo che ‘scommettere’ su questa generazione sia non solo possibile, ma necessario, con il giusto accompagnamento e una società che offra punti di riferimento stabili. ‘I sogni dei giovani sono il futuro dell’umanità’, diceva Papa Francesco”.

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