Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) mostra che nel 2024 gli Italiani hanno consumato ogni giorno più di 1.100 dosi di farmaci ogni 1.000 abitanti: quasi due dosi di farmaco al giorno per ciascuno.
La spesa totale supera i 37 miliardi annui: la spesa farmaceutica totale italiana è al di sopra della media dei Paesi europei.
Tra i farmaci rimborsati dal Servizio sanitario (fascia A) dominano i medicinali per il cuore, la pressione e la circolazione, le statine per abbassare il colesterolo, il pantoprazolo per lo stomaco, seguiti dal colecalciferolo (la vitamina D) e dalla levotiroxina per la tiroide.
Mentre nella fascia C, a carico dei cittadini (oltre 10 miliardi di euro spesi di tasca propria), il podio è per gli antinfiammatori e antidolorifici: ibuprofene, diclofenac e paracetamolo, seguiti da benzodiazepine (ansiolitici), decongestionanti nasali e farmaci per la disfunzione erettile.
Tra i farmaci che emergono c’è anche la semaglutide, nata per il diabete ma sempre più usata per il controllo del peso.
Il Rapporto Aifa registra un aumento dei consumi di antidepressivi e ansiolitici, come sertralina e duloxetina, e di pregabalin, usato contro il dolore neuropatico ma spesso nei disturbi d’ansia.
Nella fascia pediatrica, oltre 4,6 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione nel 2024. Gli antibiotici restano i più diffusi: in testa amoxicillina/acido clavulanico, seguiti da claritromicina e azitromicina. Livelli più elevati nell’utilizzo di antibiotici si registrano al Sud e Isole. Cresce anche l’uso di psicofarmaci pediatrici (+9% in un anno; dal 2016 più che raddoppiati), soprattutto per disturbi dell’attenzione e dell’umore; il ricorso raggiunge il massimo nella fascia 12-17 anni.
Gli equivalenti (farmaci generici) sono in lieve crescita, ma l’Italia è ancora terzultima in Europa, nonostante il loro uso consenta risparmi significativi sia per il Servizio Sanitario Nazionale che per il cittadino. Il Nord consuma la percentuale maggiore di generici (45,5%) rispetto al Centro (34,2%) e al Sud e Isole (25,3%).
Insomma, noi Italiani ci rivolgiamo ai farmaci soprattutto per curare il cuore e il dolore, ma anche l’ansia, la solitudine e la malinconia. Ma più di tutto, curiamo le nostre paure.
