Gli slang giovanili

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Lo slang giovanile odierno pieno di inglesismi può sembrare incomprensibile per molti. Il Prof. Simone Tosoni, associato in Sociologia dei processi culturali presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano, spiega: “I giovani hanno sempre usato un linguaggio loro, che caratterizza la nuova generazione rispetto alla precedente, e anche diverse subculture giovanili all’interno della stessa generazione. Lo slang acquista una funzione identitaria, per questo ogni raggruppamento sociale stabile si riflette nel linguaggio. Lo slang delle nuove generazioni nasce dall’esperienza dei videogiochi multiutenti, dove i ragazzi giocano insieme online, o i social come TikTok e Instagram. Buona parte di queste nuove parole sono inglesismi, perché vengono dal mondo anglosassone. Per le attuali generazioni il ritmo di ricambio del gergo è più rapido perché il mondo digitale è veloce. Inoltre, le parole dello slang attuale sono più trasversali, ci sono meno localismi proprio perché l’origine è molto meno legata alla specificità di un luogo. Poi gli algoritmi delle piattaforme creano in base ai contenuti visualizzati dagli utenti delle bolle di consumo in cui li rinchiudono condizionando la ristrettezza del linguaggio. Tra le parole dello slang dei giovani oggi hanno forza per durare nel tempo quelle che escono dalla bolla per diventare generazionali, es. “cringe” (provare un brivido di imbarazzo). Lo slang non è però una crittografia, un linguaggio segreto: se non lo capiamo è perché non conosciamo il mondo cui si riferisce”.

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