Hiv in Italia oggi

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Alla 18esima edizione di ICAR, il congresso italiano dedicato alla ricerca su Aids e terapie antivirali, sono stati presentati gli ultimi dati su Hiv in Italia oggi. Nel 2024, quasi l’80% delle nuove diagnosi riguarda uomini. La diagnosi nelle donne non deve però sfuggire anche perché oggi, grazie alle terapie, la trasmissione materno-fetale può essere praticamente azzerata quando l’infezione viene diagnosticata e gestita correttamente.

La PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) è una terapia preventiva che permette alle persone HIV-negative di ridurre in modo molto efficace il rischio di contrarre il virus, fino a oltre il 90%. Oggi è disponibile sia in formulazione orale quotidiana sia in versione long acting, con iniezioni a lunga durata effettuate a intervalli regolari. La PrEP non sostituisce il preservativo, ma rappresenta uno strumento aggiuntivo di prevenzione soprattutto per le persone considerate più esposte al rischio di infezione. Le donne vi ricorrono in maniera insufficiente.

Preoccupano anche le diagnosi tardive: molti casi emergono quando l’infezione è presente da anni. Un altro problema è la continuità delle cure. I dati italiani dello studio internazionale Positive Perspectives 3 mostrano che il 42% delle persone con Hiv riferisce un’aderenza non ottimale alla terapia. Per questo motivo cresce l’interesse verso le terapie e la PrEP long acting, somministrazioni iniettabili che possono essere effettuate ogni due mesi e, in futuro, forse anche ogni quattro. I dati raccolti nella coorte italiana PrIDE mostrano che la copertura terapeutica è significativamente più alta nelle persone che utilizzano la PrEP long acting rispetto alla formulazione orale.

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