L’Europa procede verso l’eliminazione del tumore del collo dell’utero, ma senza uniformità. I dati più recenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), diffusi durante la Settimana europea dell’immunizzazione promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), delineano un quadro variegato: tutti i Paesi hanno introdotto la vaccinazione anti-HPV per le adolescenti, ma la capacità di raggiungere alte coperture resta molto variabile.
Eppure i vaccini anti-HPV funzionano e stanno già riducendo l’incidenza del cancro cervicale nelle popolazioni vaccinate. Tre Paesi hanno già raggiunto e superato il target europeo del 90% di copertura nelle ragazze entro i 15 anni: Portogallo (96%), Islanda (93%) e Norvegia (91%). Subito sotto si collocano Svezia (86%) e Spagna (85%). La media europea è pari al 65%, mentre l’Italia resta indietro con una copertura del 55%.
Uno dei fattori chiave per spiegare le differenze tra Paesi è il modello organizzativo. I dati mostrano che i programmi vaccinali scolastici sono tra i più efficaci, mentre sistemi basati sull’iniziativa individuale tendono a produrre coperture più basse. In gioco c’è una trasformazione profonda: ridurre drasticamente, fino a eliminare, un tumore prevenibile.
