Il Covid non è mai finito

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Quasi sei anni dopo, uno sgradito ritorno: questa estate il Covid è entrato di nuovo in Italia nella “soglia epidemica”. Non solo in Italia, ma in molti Paesi del mondo, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), grazie alla circolazione di diverse sotto-varianti, con una predominanza di XFG, detta “Stratus”, che riporta in auge i vecchi sintomi del Covid come mancanza improvvisa dell’olfatto e del gusto, febbre alta, dolori diffusi, sintomi respiratori acuti (mal di gola, tosse secca, congestione nasale).

Raucedine e voce roca è inoltre un sintomo distintivo. Dal 27 gennaio 2025, si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. In primavera si era diffusa invece la variante Nimbus, clinicamente più lieve.

Insomma, dopo diversi anni dal primo focolaio di Wuhan di fine 2019, la cui origine resta ancora sconosciuta (una nuova ricerca indipendente dell’Oms non è riuscita a concludere se il SARS-CoV-2 sia derivato da una zoonosi, cioè un salto di specie dall’animale all’uomo, o da un errore di laboratorio) e dopo aver determinato, nel periodo 2020-2024, circa 7 milioni di decessi confermati nel mondo, il virus continua a circolare tra di noi e a dare preoccupazioni.

Il Covid attualmente per fortuna però rappresenta un rischio solo per grandi anziani, soggetti con comorbidità o immunocompromessi. Non va sottovalutato però l’impatto del “Long Covid”, una condizione debilitante che colpisce le persone anche mesi dopo la guarigione (circa il 10-20% delle persone infette da Covid); l’Italia registra tra le percentuali più alte.

Per la prevenzione del Covid, gli esperti consigliano agli over 65 e ai soggetti fragili per l’autunno la doppia vaccinazione antinfluenza e anti-Covid, quest’ultima con i vaccini aggiornati (adattati alla variante JN.1 di SARS-CoV-2). Per la cura del Covid, l’Oms ha aggiornato le linee guida cliniche: evitare la somministrazione di antibiotici in assenza di un fondato sospetto di coinfezione batterica.

Ciò in risposta alla crescente necessità di contrastare l’antimicrobico resistenza (AMR), fenomeno acuitosi durante la pandemia. Purtroppo, le infezioni sono aumentate di frequenza e intensità dopo la fine della pandemia, anche per l’abuso di antibiotici.

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