Il miracolo di Nicholas, ucciso a 7 anni da un proiettile sulla Salerno-Reggio Calabria: in Italia è record di donazione degli organi

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L’1 ottobre 1994, i medici del Policlinico dell’Università di Messina dichiararono Nicholas Green cerebralmente morto. Il bambino americano fu ucciso da un proiettile mentre viaggiava in macchina con la sua famiglia sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

A costare la vita al piccolo Nicholas, di soli 7 anni, fu un tragico errore: la macchina della famiglia Green, in vacanza da San Francisco nel nostro Paese, venne scambiata per un’altra, destinataria dell’agguato.

Il padre del bambino, Reginald, oggi 96enne, decise insieme alla moglie Maggie di donare gli organi di Nicholas a 7 persone. Un gesto immenso, di straordinario altruismo, che da quel lontano 1994 è diventato esempio e ispirazione nel nostro Paese e in tutto il mondo.

Grazie all’esempio dei coniugi Green, oggi l’Italia è diventato secondo Paese europeo per tasso di donazione, dietro solo alla Spagna. Della storia di Nicholas è stato fatto un film, ‘‘Nicholas’ Gfit’ e il padre ha scritto due libri e ha girato il mondo con la moglie a promuovere la donazione di organi.

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