Questa estate 2025 ha registrato nel nostro Paese gravi casi, anche mortali, di intossicazione alimentare da botulino, tra Sardegna e Calabria, causati dall’ingestione della micidiale tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Le spore del batterio, presente ovunque, possono contaminare il cibo e germinare producendo la neurotossina (il veleno più potente che c’è in Natura) che paralizza i muscoli e il respiro. Per attivarsi, le spore richiedono alcune condizioni: assenza di ossigeno (anaerobiosi), presenza di acqua, un pH non acido e una temperatura tra i 18° e i 25° centigradi. È l’ingestione della tossina a causare il botulismo, non l’ingestione delle spore o del batterio. I sintomi compaiono poche ore dopo l’assunzione. In Italia si registrano ogni anno mediamente 20-30 casi di botulismo. L’individuazione precoce può salvare la vita grazie al siero anti-botulinico. Alimenti a maggior rischio sono le preparazioni casalinghe di vegetali in acqua o sott’olio, pesce sott’olio, insaccati. Spesso la presenza di botulino nell’alimento non dà alterazioni evidenti. L’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato le Linee guida sulla prevenzione, raccomandando per le conserve casalinghe: usare materie prime di ottima qualità, lavare abbondantemente gli alimenti, bollirli e dinfettare i contenitori, ricoprire il cibo completamente con l’olio lasciando uno “spazio di testa” di 2 centimetri tra tappo e superficie, garantire adeguata quantità di sale e acido acetico o zucchero, bollire i vasetti e, una volta aperti, conservarli in frigo per poco tempo. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dettato i 5 punti chiave della prevenzione: mantenere pulito, separare crudo e cotto, cucinare a fondo, temperature sicure, acqua e materie prime sicure. Altre forme di botulismo più rare sono il botulismo infantile (da miele, nei primi 12 mesi di vita), il botulismo delle ferite, il botulismo per inalazione, quello da contaminazione dell’acqua e da Botox.
