Sulla RIMA (Rivista Italiana di Medicina dell’Adolescenza), Volume 23, n. 1, 2025, la presidente SIMA, professoressa Rossella Gaudino, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, ha pubblicato l’articolo: “Impatto degli interferenti endocrini sulla pubertà”.
Le sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (EDC) sono elementi presenti nell’ambiente che, penetrati nel corpo attraverso aria, acqua, cibo, cute, hanno la capacità di disregolare il sistema endocrino. Alcuni EDC, come il bisfenolo A (BPA) e i ftalati (MBP e MMP), sono stati associati a pubertà precoce nelle ragazze. Le microplastiche (MPs) e nanoplastiche (NPs), derivanti dalla degradazione della plastica, ubiquitarie nell’ambiente e nella catena alimentare, sono trasportatori di EDC, metalli pesanti e tossici nelle cellule e tessuti del corpo (effetto del “cavallo di Troia”). Sono stati riscontrati effetti tossici sullo sperma e le ovaie. Anche i pesticidi alterano lo sviluppo puberale (pubertà precoce). Molti inquinanti ambientali possono agire sul sistema endocrino. Ad esempio, la musk ambrette, una fragranza comune, agisce come agonista del recettore ipotalamico KISS1R. L’esposizione precoce a inquinanti ambientali può avere conseguenze a lungo termine su salute riproduttiva, malattie metaboliche e cancro. Gli effetti possono anche essere multi-generazionali, influenzando la fertilità delle generazioni successive. Per ridurre l’esposizione agli inquinanti, è urgente ridurre l’uso di prodotti in plastica, soprattutto quelli monouso, puntare a una dermocosmesi ecosostenibile, preferire alimenti biologici, promuovere normative e ricerca.
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