La Medicina estetica sta conoscendo un boom anche tra i giovanissimi, ma cambia paradigma: il nuovo corso è la filosofia del “less is more”, con trattamenti sempre più invisibili, personalizzati e rigenerativi. Ecco le nuove tendenze: no ai filler “riempitivi”; utilizzo di trattamenti per stimolare la pelle a rigenerarsi autonomamente e attivare la produzione di collagene ed elastina, come polinucleotidi, esosomi, acido polilattico e terapie autologhe (plasma arricchito in piastrine e cellule staminali del tessuto adiposo); “tweakments”, micro-trattamenti capaci di migliorare l’aspetto senza alterare i lineamenti e la struttura del viso, attraverso piccole dosi di tossina e skin booster che mantengano la mobilità del viso e non siano visibili, concentrandosi sulla qualità della pelle, sulla texture, sull’elasticità e sulla luminosità; correzione del fenomeno noto come “Ozempic face”, cioè perdita di volume facciale, lassità cutanea e rughe del volto a seguito delle perdite di peso con i nuovi farmaci dimagranti, che sta generando una nuova domanda di trattamenti rigenerativi e di ripristino dei volumi; uso strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale per trattamenti costruiti sulla biologia del singolo paziente; neurotossine a durata ultra-breve, come il TrenibotulinumtoxinE; “treatment stacking”: combinazioni di trattamenti stratificati che agiscono contemporaneamente su più livelli del tessuto, come micro-needling a radiofrequenza, bio-stimolatori e ultrasuoni focalizzati; influenza crescente della K-Beauty coreana, che promuove una skincare preventiva, stratificata e orientata all’effetto “glass skin”, ovvero una pelle luminosa e uniforme; aumento della domanda maschile: tra i trattamenti più richiesti emerge il “Brotox”, versione maschile del botulino studiata per mantenere espressività naturale e correggere soprattutto le rughe della fronte e della glabella.
