“Le guerre di oggi non risparmiano nessuno, ma sono i bambini a pagare il prezzo più alto. Neonati, bambini e adolescenti muoiono sotto i bombardamenti, soffrono la fame, vengono privati delle cure mediche e dell’istruzione o costretti a fuggire dalle proprie case e famiglie.
Come Pediatri che quotidianamente ci prendiamo cura della salute e del benessere dei più piccoli, non possiamo restare in silenzio di fronte a ciò che sta accadendo.
Il 2024 è stato tra i peggiori anni mai registrati per l’infanzia in zone di conflitto, e il 2025 non mostra segnali di miglioramento. I dati delle principali organizzazioni umanitarie fotografano una realtà inaccettabile, con milioni di bambini che continuano a subire le conseguenze devastanti della guerra.
A Gaza, in meno di due anni di guerra, oltre 20. 000 minori hanno perso la vita e più di 17. 000 risultano separati o non accompagnati, mentre il 90% vive in condizioni di grave insicurezza alimentare.
In Ucraina, a tre anni dall’escalation del conflitto, più di 2. 000 bambini sono stati uccisi o feriti, circa 3,7 milioni sono stati costretti alla fuga e quasi il 40% delle scuole è stato danneggiato o distrutto.
In Sudan, la guerra civile ha reso 13 milioni di bambini bisognosi di assistenza umanitaria urgente. In Repubblica Democratica del Congo, oltre 2,8 milioni di minori sono stati costretti alla fuga, mentre migliaia risultano reclutati come soldati.
In Yemen, dopo quasi un decennio di conflitto, 11 milioni di bambini dipendono dagli aiuti umanitari e centinaia di migliaia rischiano la vita a causa della fame.
In Afghanistan, 4 milioni di minori sono fuori dalla scuola e più di 1 milione sotto i cinque anni soffre di grave malnutrizione acuta. E oltre a questi scenari più noti, ci sono in altre aree dimenticate i più piccoli che restano vittime invisibili di violenze, fame e reclutamento forzato.
Come medici condanniamo con convinzione tutte le violazioni dei diritti dei minori. La guerra non solo devasta il presente, ma ruba il futuro a intere generazioni, cancellando sogni, speranze e possibilità di crescita”.
(Gianvincenzo Zuccotti in rappresentanza del Collegio dei Professori Ordinari di Pediatria),
