Intervento farmacologico precoce nell’ADHD

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Oggi, in Italia, circa un giovane su sette presenta sintomi riconducibili a un disturbo psichico: quasi un milione di ragazzi nella fascia tra i 10 e i 19 anni e il 13% del carico globale di malattia in questa età. L’intervento precoce è fondamentale. Uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha seguito per oltre otto anni quasi 4mila bambini e adolescenti con diagnosi di ADHD, osservando che il trattamento farmacologico standard con metilfenidato, iniziato prima dei 13 anni e proseguito continuativamente per 3-4 anni, si associa a una riduzione del rischio di sviluppare psicosi in età adulta compresa tra il 21% e il 24% rispetto ai soggetti non trattati. Questo studio evidenzia l’esistenza di una finestra neuroevolutiva sensibile nell’infanzia durante la quale il trattamento può produrre effetti che non si osservano negli adulti trattati con lo stesso farmaco.

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