Negli ultimi vent’anni il Mar Mediterraneo ha subito profonde modifiche ambientali, tra cui l’aumento della temperatura dell’acqua fino ai 30 °C, la diminuzione della biodiversità e l’eccessiva eutrofizzazione, che hanno alterato l’equilibrio dell’ecosistema marino, favorendo la crescita di organismi urticanti in assenza dei loro predatori naturali. Tra gli organismi marini urticanti più rilevanti è da segnalare la Pelagia noctiluca, una medusa molto comune nei nostri mari, i cui tentacoli possono superare il metro di lunghezza e che presenta strutture contenenti tossine come congestina, talassina e ipnosina. Queste sostanze, a contatto con la cute umana, causano reazioni infiammatorie locali e, in alcuni casi, sintomi sistemici come orticaria diffusa o broncospasmo in base alla sensibilità individuale e alla quantità di veleno inoculato. Alcune meduse sono più pericolose come la Physalia physalis, nota anche come caravella portoghese, mentre altre come Rhizostoma pulmo e Cotylorhiza tuberculata sono meno dannose. Il contatto accidentale con queste specie può avvenire facilmente, in quanto i tentacoli risultano spesso invisibili, essendo trasparenti come l’acqua. In caso di contatto, la prima misura da adottare è il risciacquo abbondante con acqua di mare, che non attiva le nematocisti residue, a differenza dell’acqua dolce, che può favorire la liberazione del veleno e peggiorare la lesione. È importante non grattare né strofinare l’area colpita e applicare preparati topici lenitivi o astringenti contenenti ad esempio ossido di zinco o cloruro di alluminio, oltre a gestire il dolore con analgesici sistemici nei casi più intensi. Reazioni sistemiche come richiedono un trattamento d’emergenza secondo i protocolli allergologici. Oltre alle meduse altri organismi marini urticanti o lesivi sono gli anemoni di mare, attinie con potere urticante assimilabile a quello delle meduse, i ricci, i cui aculei possono promuovere lesioni granulomatose, e alcuni pesci dotati di spine tossiche, come tracine, scorfani e razze. Un organismo recentemente segnalato nel Mediterraneo è Armodice carunculata, noto anche come vermocane, una specie aliena di provenienza tropicale: dopo le mareggiate viene spesso rinvenuto spiaggiato, può raggiungere una lunghezza fino a 60 centimetri: il contatto con le sue setole provoca lesioni cutanee eritemato-pomfoidi assimilabili a quelle causate dalla processionaria terrestre. Un’ulteriore forma di dermatite è la cosiddetta “swimmer’s itch” dovuta alla penetrazione transcutanea di larve di trematodi (cercarie), parassiti tipici degli uccelli acquatici, che possono svilupparsi in laghi, fiumi e, in rare occasioni, anche in mari tropicali: causano la comparsa di papule eritematose e pruriginose.
