Nel 2025 in Italia si registra un’ulteriore diminuzione delle nascite e un saldo naturale sempre più negativo, secondo i dati Istat: le nascite sono state 355mila, in calo del 3,9% rispetto al 2024, mentre i decessi sono risultati 652mila, in diminuzione dello 0,2%. La differenza tra nascite e decessi, cioè il saldo naturale, appare ampiamente negativo (circa -296mila unità), con un peggioramento rispetto all’anno precedente, quando era pari a -283mila.
Dal punto di vista territoriale emergono differenze: al Nord la popolazione aumenta del 2,2 per mille, al Centro il dato risulta costante (0,0 per mille), mentre nel Mezzogiorno continuano le perdite, pari a -3,1 per mille. Prosegue inoltre il calo della fecondità, comune a molti Paesi europei: nel 2025 l’indicatore scende a 1,14 figli per donna.
Continua anche la posticipazione delle nascite: l’età media al parto aumenta da 32,6 a 32,7 anni. Le famiglie con figli rappresentano il 28,4% del totale, quelle senza figli il 20,2%. Le persone che vivono sole sono il 16,9% della popolazione e risultano in aumento in tutte le classi di età.
Le famiglie monogenitore costituiscono oggi 1 famiglia su 10, principalmente madri sole (8,6%), ma anche padri (2,2%). Le famiglie composte da persone non in coppia, ad esempio due fratelli o amici conviventi, ammontano al 3,5%. Inoltre, circa un quarto della popolazione è over 65.
In un contesto caratterizzato da elevata longevità, in Italia la speranza di vita è tra le più alte al mondo: 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. Crescono gli ultra-ottantacinquenni, pari al 4,3% della popolazione complessiva, mentre gli ultracentenari ammontano a 24mila e 700 unità, con un incremento di oltre 2mila rispetto all’anno precedente.
Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943mila individui (dati provvisori), risultando stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, mentre la popolazione residente di cittadinanza straniera ammonta a 5 milioni e 560mila unità ed è in aumento di 188mila individui, quella di cittadinanza italiana si attesta a 53 milioni e 383mila, in calo di 189mila unità: secondo la lettura divulgata, sono dunque le immigrazioni a “salvare” l’andamento complessivo.
Il presidente della Fondazione per la natalità Gigi De Palo lancia un allarme e chiede interventi urgenti per sostenere giovani e famiglie: lavoro per i giovani “il prima possibile”, stipendi adeguati al resto d’Europa, accesso alla prima casa e una fiscalità più equa, oltre a politiche per riportare in Italia i giovani che sono andati all’estero e ad attrarre giovani stranieri anche grazie alla diffusione dello smart working.
“Il fatto che non nascano figli è la cartina di tornasole di un Paese che ha paura, che non ha speranza, che non ha energia, che non ha futuro, che non vuole rischiare”, afferma De Palo.
