“La crisi climatica è una crisi sanitaria”. Milioni di morti evitabili, a rischio la salute globale. L’allarme del rapporto Lancet Countdown

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Il rapporto 2025 di “Lancet Countdown on Health and Climate Change”, guidato dall’University College di Londra in collaborazione con l’Oms e 71 istituzioni accademiche e agenzie delle Nazioni Unite in tutto il mondo, lancia l’allarme: “La crisi climatica è una crisi sanitaria”.

La continua ed eccessiva dipendenza dai combustibili fossili e l’incapacità di adattarsi a un mondo che si riscalda stanno avendo un impatto devastante sulla salute umana: 12 dei 20 indicatori chiave che monitorano le minacce per la salute hanno raggiunto livelli record, mostrando come l’inazione climatica stia costando vite umane, mettendo a dura prova i sistemi sanitari e minando le economie.

Nel 2024 la persona media è stata esposta a 16 giorni di caldo pericoloso, un aumento di quattro volte negli ultimi vent’anni.

Il riscaldamento globale ha fatto aumentare del 23% i decessi legati al caldo dagli anni ’90, spingendo il totale dei decessi legati al caldo a una media di 546mila decessi all’anno e ha colpito oltre 124 milioni di persone con siccità e insicurezza alimentare.

L’esposizione al calore ha causato la perdita di 640 miliardi di ore di lavoro potenziali nel 2024, con perdite di produttività equivalenti a 1,09 trilioni di dollari.

L’Oms e i partner globali chiedono di mettere la salute al centro dell’azione climatica, puntando su energie pulite, diete sostenibili e sistemi sanitari resilienti.

Si stima che ogni anno siano state evitate 160 000 morti premature tra il 2010 e il 2022, grazie alla riduzione dell’inquinamento atmosferico derivato dal carbone.

L’eliminazione dei combustibili fossili a favore di energia pulita e rinnovabile rimane la leva più potente per rallentare il cambiamento climatico e proteggere le vite.

Allo stesso tempo, il passaggio a diete più sane e rispettose del clima e a sistemi agricoli più sostenibili ridurrebbe enormemente l’inquinamento, i gas serra e la deforestazione, salvando vite.

La transizione energetica porta anche posti di lavoro e crescita economica misurabile.

La produzione di energia rinnovabile ha raggiunto la cifra record del 12% dell’elettricità globale, creando 16 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

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