Una ricerca della Montclair State University, presentata al Congresso 2025 della Society for Risk Analysis, mostra come la generazione Z percepisca il mondo come instabile, fragile, imprevedibile, minaccioso, pericoloso e difficile da modificare.
Ciò porta a sviluppare un senso comune fatto di preoccupazione paura, disillusione.
Il vissuto della pandemia, della violenza, il clima politico, la polarizzazione estrema, la sensazione che i diritti civili possano regredire da un momento all’altro, l’idea di non avere voce, restituisce una lettura globale di rischio.
Lo studio mette in luce anche un’altra caratteristica della generazione Z: la tendenza a interpretare le situazioni in termini assoluti, come “tutto o niente”, il che amplifica l’ansia.
Emergere con forza anche la vulnerabilità delle giovani donne, che si traduce in sintomi depressivi.
