Uno studio pubblicato su Cerebral Cortex mostra come la solitudine in adolescenza possa rimodellare la struttura e la funzione del cervello, influenzando le capacità cognitive e il benessere emotivo e predisponendo ad ansia e depressione.
La ricerca, condotta dal Boston Children’s Hospital, si basa su dati provenienti dallo studio ABCD (Adolescent Brain Cognitive Development), che ha coinvolto oltre 11mila giovani tra i 9 e i 10 anni, monitorati nel tempo con tecniche avanzate di neuroimaging.
In particolare, negli adolescenti che soffrono di solitudine e isolamento sono state osservate modifiche strutturali nell’insula e nella corteccia cingolata anteriore, regioni coinvolte nell’elaborazione delle emozioni e nella regolazione sociale e, dal punto di vista funzionale, una connettività ridotta tra le reti cerebrali che supportano il comportamento sociale e il processo decisionale.
Tali alterazioni possono predisporre gli adolescenti a problemi di salute mentale, come ansia e depressione. Per questo motivo, interventi come il supporto psicologico, la promozione di attività sociali e l’educazione emotiva sono fondamentali per contrastare gli effetti negativi dell’isolamento.
