L’educazione artistica viene considerata componente essenziale della formazione umana. A rafforzare questa visione è il nuovo report realizzato dalla ricercatrice Heddy Lahmann della New York University, “From Margins to Masterpieces” (“Dai margini ai capolavori”), che esplora la presenza delle arti nei sistemi scolastici pubblici di 55 Paesi. Secondo l’analisi, l’insegnamento delle arti è oggi penalizzato da diversi fattori: la scarsità di fondi e i tagli finanziari nelle scuole, la priorità data alle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), una diffusa percezione dell’arte come “lusso” accessorio. Eppure, mai come oggi competenze come il pensiero critico, la creatività e il benessere emotivo sono fondamentali per lo sviluppo umano e cruciali per affrontare le sfide del mondo contemporaneo complesso e in continua evoluzione, segnato da conflitti, polarizzazioni e incertezze educative. Le arti, sostiene la ricercatrice, rappresentano uno strumento insostituibile per lo sviluppo integrale dei bambini e adolescenti, e per questo devono ricevere un ruolo centrale nell’educazione pubblica. Il valore dell’arte non si limita al suo impatto educativo, ma rappresenta anche una leva fondamentale per il futuro delle nostre società. L’arte può contribuire a creare città più inclusive, vivibili e stimolanti, secondo il Centro Studi Enriques. L’arte, in definitiva, non è solo un’attività ricreativa, ma uno strumento potente per la formazione di cittadini consapevoli, creativi e capaci di affrontare le sfide del futuro.
