Le regole dei Pediatri per l’uso del digitale in bambini e adolescenti

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E’ allarme della “Commissione Dipendenze digitali” della Società Italiana di Pediatria (SIP) circa:

1) aumento della diffusione e della precocizzazione dell’uso del digitale nei bambini;

2) impatto sull’aumento di sovrappeso e obesità (legato a sedentarietà, disturbi del senso di fame e sazietà e del sonno, oltre al marketing alimentare);

3) incremento del rischio cardiovascolare;

4) interferenza con lo sviluppo cognitivo e linguistico;

5) alterazione di sonno e ritmi circadiani;

6) danni alla vista;

7) problemi psicologici;

8) esposizione a cyberviolenza;

9) rischi dell’Intelligenza Artificiale generativa (come Deepfake, cioè contenuti audio, video o immagini generati o manipolati tramite AI per simulare eventi reali in modo realistico e potenzialmente utilizzabili a fini ingannevoli) e dell’abuso di chatbot conversazionali, che possono sostituire pericolosamente forme primarie di relazione, offrendo “compagnia” e supporto virtuale (companionship).

Partendo dalle evidenze scientifiche, la SIP ha stilato raccomandazioni rivolte alle famiglie, alla scuola e al pediatra.

1. Tempo di esposizione giornaliero raccomandato: 0 schermi sotto i 2 anni; meno di 1 ora al giorno tra 2 e 5 anni; meno di 2 ore dopo i 5 anni.

2. Età minima di accesso: niente accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni; primo smartphone personale non prima dei 13 anni; accesso ai social non prima dei 14 anni.

3. Protezione di corpo e mente: niente dispositivi nelle camere da letto; no schermi durante i pasti e prima di dormire; prevedere alternative basate su esperienze reali come sport, gioco all’aperto, lettura, attività creative, musica, natura e amicizie.

4. Preservare la centralità dell’adulto: no a interferenze digitali nelle relazioni familiari (Tecnoference, Parental Phubbing); sì a supervisione e dialogo costanti in tutte le età.

5. Ruolo della scuola: la scuola dovrebbe offrire educazione digitale.

6. Ruolo del Pediatra: valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini, offrire consulenza preventiva alle famiglie e intercettare precocemente segni di problematicità, come calo del rendimento, irritabilità, isolamento, disturbi del sonno e sintomi ansioso-depressivi.

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