L’età del primo smartphone correlata a sonno, peso e salute mentale dei più giovani

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Un ampio studio americano pubblicato su Pediatrics dimostra che possedere uno smartphone a 12 anni aumenta, rispetto ai coetanei che non lo hanno ancora ricevuto, il rischio di insonnia del 62%, di obesità del 40% e di depressione del 31%.

La ricerca ha coinvolto 10.588 bambini e adolescenti tra i 9 e i 16 anni, nell’ambito dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, uno dei più grandi studi longitudinali sul sviluppo cerebrale e psicologico degli adolescenti.

Ma non è solo l’avere o non avere uno smartphone a pesare. Contano anche i tempi di inizio: ogni anno in meno nell’età di acquisizione aumenta del 9% le probabilità di obesità e dell’8% quelle di insonnia.

L’adolescenza costituisce una fase a vulnerabilità aumentata: cambiamenti ormonali, costruzione dell’identità, ridefinizione delle relazioni sociali e scolastiche. Inserire in questo contesto uno strumento che moltiplica stimoli, confronti, notifiche e potenziali fonti di ansia può rappresentare un fattore di pressione ulteriore.

Il cellulare è un utile strumento sociale, educativo, informativo ma per un adolescente non è semplicemente un telefono: è un dispositivo che modifica abitudini, sonno, relazioni, routine quotidiane.

Le famiglie devono: valutare l’età e la maturità del bambino; introdurre il telefono con tempi e limiti chiari; mantenere una presenza nelle prime fasi di utilizzo; conservare uno spazio “offline”: soprattutto durante la notte.

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