Nonostante i recenti progressi significativi verso l’accettazione, l’inclusione e l’uguaglianza, i membri della comunità LGBTQ affrontano ancora allarmanti disparità nella salute mentale, con una probabilità quasi 3 volte maggiore di soffrire di depressione, ansia e pensieri suicidi rispetto alle loro controparti eterosessuali.
Queste sofferenze psicologiche dovute a discriminazione, stigmatizzazione e difficoltà legate all’identità possono potenzialmente trarre beneficio dall’intelligenza artificiale (IA) conversazionale generativa, in cui agenti conversazionali e chatbot possono imitare la conversazione umana e supportare la salute mentale.
Questo studio è stato progettato come una revisione di scoping. Sono stati consultati quattro database accademici elettronici: Scopus, Embase, Web of Science e MEDLINE tramite PubMed, oltre alla letteratura grigia (Google Scholar).
I chatbot e gli assistenti online identificati hanno avuto diversi scopi: (1) identificare le persone LGBTQ a rischio di suicidio o di contrarre HIV o altre infezioni sessualmente trasmesse, (2) fornire risorse ai giovani LGBTQ provenienti da aree svantaggiate, (3) facilitare la comunicazione della propria sieropositività ai partner sessuali e (4) formare i consulenti.
L’intelligenza artificiale generativa conversazionale è promettente in questa fascia ad alto rischio di salute mentale, ma sono necessari ulteriori sviluppi e valutazioni.
Nicola Luigi Bragazzi; Andrea Crapanzano; Manlio Converti; Riccardo Zerbetto; Rola Khamisy-Farah. The Impact of Generative Conversational Artificial Intelligence on the Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, and Queer Community: Scoping Review. J Med Internet Res 2023;25:e52091. doi:10.2196/52091
