Per decenni, il timore della broncocostrizione indotta dallo sforzo ha condizionato la vita dei bambini asmatici. La tendenza prevalente era quella di limitare l’attività fisica, una precauzione che però ha generato effetti controproducenti sulla salute fisica e mentale dei bambini.
Oggi, un importante cambio di paradigma scientifico ribalta questa prospettiva: l’esercizio fisico non è solo sicuro, ma deve diventare parte integrante della terapia quotidiana. Le nuove raccomandazioni arrivano da un lavoro promosso dal National Clinical Research Center for Child Health.
Un team multidisciplinare composto da 17 esperti ha analizzato sistematicamente la letteratura scientifica più recente, esaminando 64 studi pubblicati fino a maggio 2025 e selezionati attraverso i rigorosi criteri dell’Oxford Centre for Evidence-Based Medicine.
Secondo l’articolo pubblicato su World Journal of Pediatrics nel 2026, i programmi di attività fisica correttamente prescritti migliorano sensibilmente il controllo della malattia, la funzionalità polmonare e la qualità della vita complessiva.
Le nuove linee guida pubblicate sottolineano l’importanza di adattare il piano d’azione in base allo stato di controllo dell’asma del bambino, alla sua forma fisica, alle abitudini personali e al contesto ambientale. Le raccomandazioni indicano l’attività motoria come un pilastro della gestione dell’asma infantile.
