Lo svapo aiuta davvero a smettere di fumare?

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Una revisione di 38 studi statunitensi pubblicata sulla rivista scientifica Nicotine and Tobacco Research suggerisce che le sigarette elettroniche possono favorire la cessazione del fumo, ma i risultati variano in base a motivazione dei fumatori e modalità di utilizzo.

Negli Stati Uniti, nel 2022, circa 28,8 milioni di adulti fumavano ancora. Tra questi, oltre due terzi dichiaravano di voler smettere, più della metà aveva tentato almeno una volta nell’ultimo anno, ma meno di uno su dieci era riuscito davvero a interrompere l’abitudine. Questi numeri evidenziano il divario tra intenzione e successo reale.

Smettere di fumare non è soltanto una questione di volontà: la dipendenza da nicotina coinvolge meccanismi neurobiologici complessi. Esistono trattamenti farmacologici approvati dalla Food and Drug Administration (FDA), tra cui terapie sostitutive della nicotina e farmaci come vareniclina e bupropione, la cui efficacia è documentata.

Tuttavia, molti fumatori scelgono alternative percepite come più accessibili, tra cui lo svapo. Dalla revisione emerge che il 63,2% delle ricerche ha osservato un’associazione tra uso di sigarette elettroniche e maggiore probabilità di smettere di fumare entro uno-tre anni.

L’impiego quotidiano delle sigarette elettroniche si è rivelato un predittore molto più forte di cessazione rispetto all’utilizzo occasionale o intermittente. Gli autori concludono che le sigarette elettroniche potrebbero rappresentare un aiuto, soprattutto quando utilizzate in modo costante e come sostituzione reale delle sigarette tradizionali.

Nel complesso, tuttavia, non appaiono una soluzione universale né più efficace delle terapie mediche già disponibili. Un elemento chiave riguarda la motivazione individuale: i dati suggeriscono che lo svapo sembri funzionare meglio nei campioni generali di fumatori, mentre tra coloro che stanno già tentando attivamente di smettere il vantaggio rispetto ad altri metodi diventa meno evidente.

Ciò indica che le sigarette elettroniche potrebbero agire più come strumento di riduzione del danno che come trattamento strutturato di cessazione.

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