L’uso dei social media riduce progressivamente l’attenzione nei bambini e adolescenti

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Un ampio studio longitudinale su oltre 8.300 bambini statunitensi tra 9 e 14 anni seguiti per quattro anni e pubblicato sulla rivista Pediatrics Open Science mostra che l’uso quotidiano e prolungato dei social media è associato a un graduale aumento dei sintomi di disattenzione.

Lo studio rileva che tale associazione non emerge in modo analogo per televisione o videogiochi, suggerendo un effetto specifico legato alla natura degli ambienti digitali informativi e comunicativi.

La ricerca indica che la costante esposizione a notifiche, messaggi e stimoli intermittenti comporta distrazioni continue e può alterare la capacità di mantenere la concentrazione, suggerendo un possibile contributo all’incremento delle diagnosi di ADHD rilevato negli ultimi anni.

Va protetto lo sviluppo cognitivo in una fase così critica della crescita, in cui le reti neurali deputate all’attenzione sono ancora in formazione e particolarmente sensibili a stimoli ripetitivi e frammentati.

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