Il virus responsabile del focolaio epidemico registrato a maggio su una nave da crociera è l’Andes orthohantavirus, uno dei rarissimi Hantavirus con possibile trasmissione da uomo a uomo documentata.
Il focolaio sarebbe partito dalla nave MV Hondius e si è esteso dopo che una donna, poi deceduta, ha viaggiato in aereo dopo la morte del marito a bordo. I contatti sulla nave sono sottoposti a quarantena e protocolli sanitari straordinari.
La OMS e l’ECDC indicano un rischio “molto basso” per la popolazione generale. Inoltre, c’è una differenza fondamentale rispetto al COVID-19: questo virus non mostra un’elevata capacità di diffusione interumana. L’indice di trasmissibilità stimato è inferiore a 1.
Gli Hantavirus sono virus trasmessi principalmente da roditori selvatici attraverso urine e feci contaminate. Il contagio avviene soprattutto inalando particelle infette in ambienti chiusi come cantine, fienili, baite o magazzini infestati.
Tra i sintomi iniziali figurano febbre alta, dolori muscolari, cefalea, nausea e tosse. Nei casi gravi può comparire insufficienza respiratoria rapida ad alta mortalità.
Periodo di incubazione: da 1 a 5 settimane. Non esiste una terapia antivirale specifica: le cure sono esclusivamente di supporto.
La prevenzione resta basata su igiene; un vaccino è in fase di sviluppo. In conclusione, è importante evitare allarmismi inutili e monitorare la situazione, con un’adeguata informazione alla popolazione.
