Miopia, non è solo colpa degli schermi: aumenta per le (cattive) abitudini visive negli ambienti chiusi

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La miopia ha raggiunto livelli quasi epidemici: interessa circa il 50% dei giovani adulti in Stati Uniti ed Europa e fino al 90% in alcune aree dell’Asia orientale. In Italia è il difetto visivo più diffuso e riguarda circa il 42-46% della popolazione adulta (dati Censis).

Sebbene la componente genetica giochi un ruolo, l’aumento rapido osservato in poche generazioni indica che i fattori ambientali sono determinanti. Non sarebbero tuttavia gli schermi in sé i principali responsabili dell’incremento della miopia, ma il modo in cui utilizziamo gli occhi quando trascorriamo molte ore al chiuso.

È l’ipotesi avanzata da un nuovo studio della State University of New York College of Optometry, pubblicato su Cell Reports, che sposta l’attenzione dall’oggetto osservato (ad esempio smartphone, tablet o libri) all’abitudine visiva di mettere a fuoco a lungo da distanza ravvicinata in ambienti poco illuminati, per esempio leggendo libri o usando tablet e smartphone al chiuso.

Secondo gli autori, la prevenzione potrebbe passare attraverso esposizione a luce intensa o all’aperto.

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