A dieci anni dalla Risoluzione ONU 2286 che imponeva la protezione della sanità nelle guerre, attualmente gli ospedali sono comunemente bersagli nei conflitti armati: solo nel 2025 sono stati registrati 1.348 attacchi a strutture sanitarie, con quasi 2.000 vittime. Per questo motivo, Medici Senza Frontiere e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) hanno lanciato un appello alla comunità internazionale e al governo italiano per rafforzare l’impegno nella difesa del diritto alla cura tramite la tutela di ospedali, strutture sanitarie, personale sanitario e pazienti nelle guerre.
Al centro dell’appello c’è il principio della neutralità dell’assistenza sanitaria, sempre più compromesso dagli attacchi diretti a ospedali e operatori. Le organizzazioni sottolineano come la tutela della sanità non sia solo una questione umanitaria, ma un pilastro del diritto internazionale che oggi necessita di una difesa più concreta e sistematica.
