Nella mente dell’omicida adolescente

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Madre uccisa a colpi d’accetta dal figlio 21enne dopo un banale rimprovero: Teresa Sommario, 52enne di Racale (Lecce) il 18 giugno è stata massacrata dal figlio maggiore, Filippo Manni, reo confesso. “La violenza sembra una risoluzione immediata alle problematiche, una facile scorciatoia rispetto a percorsi più difficili e più lunghi da affrontare”, commenta lo psichiatra Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2, per riflettere su questa gioventù violenta. L’ultimo Rapporto Espad Italia condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa ha evidenziato una escalation della violenza giovanile nel nostro Paese: il 6,2% degli adolescenti ha danneggiato beni pubblici o privati, mentre il 5,8% ha causato gravi ferite a qualcuno. Si osserva un incremento generale a partire dal 2021. La violenza insita nella nostra società, spiega lo psichiatra, può causare nei giovani assuefazione con la perdita della dimensione tragica degli eventi, eliminando la componente emotiva della realtà. Come se fosse una fiction, un videogioco, dimenticandosi la dimensione di persone degli altri e le difficoltà del mondo reale. “Sicuramente c’è un aumento del disagio psicologico tra gli adolescenti, dall’ansia alla depressione, dalle dipendenze ai disturbi del comportamento alimentare, ma attenzione a non associare in modo automatico e semplicistico la violenza al disturbo mentale, tanto più se è efferata. Sarebbe una risposta rassicurante ma senza validità scientifica”, conclude. “Chi soffre di disturbi mentali è più probabile che sia vittima e non attore della violenza”.

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