Nuove regole per la cura della Disforia di genere

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Intervista a Carlo Alfaro sul disegno di legge sulla Disforia di genere: “Disposizioni per l’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere“, proposto dai ministri Orazio Schillaci (Salute) ed Eugenia Roccella (Famiglia, Natalità e Pari Opportunità): “Ha forti limiti: confonde le terapie (considera assieme farmaci aventi l’effetto di bloccare la pubertà e ormoni mascolinizzanti e femminilizzanti, che sono due approcci con funzioni e tempi completamente diversi) e ignora la sofferenza urgente degli adolescenti transgender, che non possono tollerare l’estrema dilatazione dei tempi prevista dai numerosi passaggi locali e nazionali. Fa riferimento all’ultimo parere del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) che ha aspetti discutibili perché non considera in maniera debita studi molto seri che esistono già in letteratura a favore dei benefici della terapia con bloccanti puberali. Anche nel Regno Unito la cosiddetta Cass Revew ha ostracizzato l’uso dei bloccanti della pubertà, ma pure questa revisione è molto criticabile nel metodo. Sono inoltre perplesso sulla firma del Ministero per la Famiglia su un tema squisitamente sanitario: fa nascere il sospetto di un’interferenza di tipo puramente ideologico, dato che la ministra Roccella non ha competenze in materia clinica o terapeutica. Inoltre, si insiste molto sul trattamento psicologico/psicoterapeutico/psichiatrico, che adombra il rischio che si miri a una sorta di “terapia riparativa”, ovvero un tentativo di convincere il giovane che “si sta sbagliando”, il che è molto pericoloso per la sua psiche. Fa molto discutere anche l’istituzione di un registro nazionale dei pazienti in terapia, che però potrebbe essere uno strumento utile per la ricerca, se non viene percepito da minori e famiglie come una “schedatura”, creando paura e spingendoli a rinunciare alle cure. Questa iper-cautela appare incomprensibile dato che la triptorelina è un farmaco usato in totale sicurezza da decenni in pediatria per altre condizioni, come la pubertà precoce. Il tavolo tecnico per valutare i dati del registro prevede rappresentanti del Ministro della Salute e dell’Autorità per la famiglia: sembra, dunque, un organo più politico che tecnico. Vorrei aggiungere un ultimo punto, suggerito dal presidente dell’associazione Amigay APS, Manlio Converti: sarebbe fondamentale introdurre un riferimento alla gestione psicoeducativa del nucleo familiare e della scuol, per contrastare attivamente stigma, bullismo, isolamento, discriminazioni responsabili del cosiddetto Minority Stress, lo stress delle minoranze”.

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