L’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità. “World Health Statistics 2026” segnala miglioramenti su Hiv, tubercolosi, malattie tropicali neglette, fumo, alcol e accesso a servizi essenziali come acqua potabile, servizi igienico-sanitari, soluzioni di cottura pulite, ma avverte: il passo è troppo lento e in alcuni ambiti si torna indietro. La malaria è aumentata, l’anemia interessa ancora il 30,7% delle donne in età riproduttiva, il sovrappeso tra i bambini sotto i cinque anni ha raggiunto il 5,5%, la violenza di genere colpisce 1 donna su 4 nel mondo; rallentano copertura sanitaria universale, vaccinazioni dei bambini, prevenzione della mortalità materna e infantile. Pesano Covid, crisi dei finanziamenti, malattie croniche, inquinamento e carenze nei dati. Per l’Italia: aspettativa di vita alta, ma restano nodi su vaccinazioni insufficienti, carenza di infermieri, spesa privata a carico del cittadino (out-of-pocket) e invecchiamento della popolazione con aumento malattie croniche e disabilità. Senza un’accelerazione globale, conclude l’Oms, il rischio è che le conquiste globali in salute, già indebolite dalla pandemia e dalla crisi dei finanziamenti, entrino in una fase di arretramento.
