Il web può rappresentare un rischio per la salute dermatologica: aumentano le diagnosi dermatologiche fai-da-te online e tramite intelligenza artificiale (IA), con possibili errori dovuti alla mancanza di una valutazione clinica specialistica.
In parallelo si diffonde la “social media dysmorphia” o “digitized dysmorphia”, legata al confronto con modelli di perfezione irrealistici generati da filtri digitali, editing fotografico e immagini fortemente curate, con potenziali ricadute su autostima, benessere psicologico e rapporto con la propria immagine.
Un ulteriore fenomeno descritto è la “Zoom dysmorphia”, cioè l’ossessione che può emergere osservando la propria immagine alterata durante le videochiamate (ad esempio su piattaforme come Zoom), con effetti analoghi sul modo in cui la persona percepisce la propria pelle.
Infine, cresce l’ossessione per la skincare influenzata da suggerimenti di influencer e creatori digitali, spesso basati su esperienze personali e privi di una valutazione medica, elemento fondamentale per la prevenzione di trattamenti inadeguati e per la gestione corretta delle condizioni dermatologiche.
