In Italia l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole non è ancora obbligatoria. Dal 1975 sono state presentate 16 proposte di legge: nessuna approvata. Nel frattempo, violenza di genere, bullismo, disinformazione sessuale, molestie, gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili continuano ad aumentare tra i più giovani.
L’educazione sessuo-affettiva non significa “insegnare a fare sesso”. Significa insegnare consenso, rispetto, emozioni, relazioni sane, identità, parità e tutela della salute. La letteratura scientifica internazionale è chiara: i programmi strutturati di educazione affettiva e sessuale riducono comportamenti a rischio, violenza e disinformazione, migliorando benessere e consapevolezza.
In gran parte d’Europa questi percorsi sono obbligatori da decenni. In Italia restano sporadici, volontari e disomogenei. Lasciare i ragazzi senza educazione significa lasciare che imparino da pornografia, social e fake news. Parlare di sessualità a scuola non anticipa i rapporti sessuali. Riduce ignoranza, paura e rischi. Educare è prevenzione. Sanitaria, sociale, culturale.
