Pfas e ossa fragili: a rischio gli adolescenti

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Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul Journal of the Endocrine Society suggerisce che l’esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) fin dalle prime fasi della vita possa compromettere lo sviluppo osseo influenzando negativamente la salute delle ossa in adolescenza.

Lo studio ha seguito 218 bambini dalla nascita fino ai 12 anni, rilevando una correlazione tra concentrazioni più elevate di queste sostanze nel sangue e una riduzione della densità ossea in adolescenza. L’adolescenza è il periodo in cui si costruisce la maggior parte della massa ossea che accompagnerà l’individuo per tutta la vita: una riduzione in questa fase può tradursi in un maggiore rischio di fratture e osteoporosi in età adulta.

L’associazione tra livelli di PFAS e densità ossea ridotta è risultata più marcata nelle ragazze. I PFAS sono utilizzati in numerosi prodotti industriali e di consumo per le loro proprietà idrorepellenti e antiaderenti: si riscontrano in acqua potabile contaminata, imballaggi alimentari, tessuti e rivestimenti impermeabili, prodotti per la casa e cosmetici.

La loro caratteristica principale è la persistenza: non si degradano facilmente né nell’ambiente né nel corpo umano, accumulandosi nel tempo. Questo spiega perché anche esposizioni a basse dosi, ma prolungate, possano avere effetti rilevanti sulla salute.

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