Psicofarmaci in età evolutiva, tra allarme e consapevolezza

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Il recente Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci in Italia nel 2024 segnala che la prevalenza nell’uso di psicofarmaci sotto i 17 anni è più che raddoppiata rispetto al 2020, passando dallo 0,26% allo 0,57%.

L’aumento ha un picco tra i 12 e i 17 anni, cioè soprattutto negli adolescenti.

È in questa età che emergono le forme più complesse e severe di disagio psichico, che spesso richiedono, accanto alla psicoterapia e al sostegno familiare e sociale, anche un intervento farmacologico mirato.

In Italia, le stime indicano che solo 1 ragazzo su 15-20 tra quelli che potrebbero trarre beneficio da una terapia farmacologica la riceve davvero.

Da un lato, serve prudenza, affinché ogni prescrizione sia frutto di un’attenta valutazione e di un monitoraggio continuo; dall’altro, non possiamo ignorare che molti bambini e adolescenti con disturbi psichici in Italia non ricevono ancora un aiuto adeguato.

La vera sfida è garantire che chi ne ha davvero bisogno possa accedere a cure appropriate, integrate e tempestive.

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